Prima di dedicarmi al coaching ho passato oltre quattordici anni in organizzazioni complesse e regolamentate. So cosa significa avere responsabilità, pressione e decisioni da prendere.

Oggi sono a capo delle infrastrutture e delle operations IT globali di un'azienda del settore farmaceutico — un ambiente regolamentato dove le decisioni pesano e la complessità è la norma. Prima ho attraversato trasformazioni su larga scala, carve-out e integrazioni M&A, coordinando team e fornitori in più Paesi. Lungo la strada ho imparato una cosa diventata il cuore del mio lavoro: le persone — come i progetti — non si bloccano per mancanza di competenze o strumenti, ma di consapevolezza.
Da qui è nata la scelta di diventare coach. Oggi affianco manager e imprenditori che vogliono fare chiarezza, affrontare decisioni complesse e guidare il cambiamento con maggiore efficacia. Non è la competenza tecnica che porto in seduta, ma la comprensione di chi certe pressioni le ha vissute in prima persona — ed è per questo che uso anche la definizione di Innovation Coach: coaching per chi guida cambiamento e innovazione, non consulenza tecnologica.
Questa esperienza rende il confronto concreto, ma non sostituisce il processo: il coaching resta un lavoro tuo, non un travaso della mia esperienza.
Diploma di coach accreditato AICP e ICF (2019, scuola InCoaching di Milano). A questo affianco Points of You® (livello Explorer, 2024): un metodo che unisce immagini e parole per ampliare la prospettiva e far emergere intuizioni e risorse che il solo ragionamento spesso non raggiunge — utile quando serve guardare una situazione da un punto di vista nuovo.
Continuo a formarmi su ascolto, domande e strumenti di consapevolezza. Il mio lavoro segue i principi del coaching professionale: una partnership che parte dai tuoi obiettivi, rispetta la tua autonomia e non promette risultati garantiti.
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